Il trucco prostetico ha un ruolo molto importante nel trasformare gli attori in personaggi che spesso diventano indimenticabili. Grazie a protesi scolpite, stampate o fuse, lattice (spesso usato insieme alla carta per creare l‘effetto invecchiamento), infine plastilina (utilizzata con il sangue artificiale per realizzare ferite di ogni tipo), i make-up artist possono realizzare maschere e costumi davvero strabilianti. Le pellicole più famose al mondo sono piene di lavori memorabili. Qualche esempio: Robin Williams in “Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre“, Arnold Schwarzenegger in “Terminator“, Naomi Grossman in “American Horror Story” o Peter Mayhew che ha interpretato Chewbecca in Guerre Stellari (poi sostituito da Joonas Suotamo). Se hai ben in mente i personaggi di questi film, sai benissimo quanto lavoro ci sia nel dietro le quinte per riprodurli.
Make-up artist trucco prostetico: il lavoro dietro le quinte
D’altra parte l’obiettivo del trucco prostetico è proprio quello di creare effetti cosmetici particolari e long lasting. Ovvero che devono durare ore (se non giorni o settimane) e resistere al lavoro sul set. Ovviamente, durante le riprese possono sempre essere ritoccati. Ogni make-up artist che lavora o ha lavorato nelle produzioni cinematografiche sa che a volte questi trucchi richiedono ore o giorni di lavoro e che vanno studiati e lavorati fin nei dettagli. Per questo, il materiale con cui si lavora è fondamentale. Nel kit del make-up artist non ci saranno solo polveri e creme colorate per il body painting ma, come anticipato, molto di più. Oltre a curare il trucco nei dettagli, uno degli step più difficili – in grado di fare la differenza tra un make-up artist e l’altro – è nella capacità di ricreare sul viso di modelle, attori e attrici, un beauty look in grado di trasmettere esattamente quanto richiesto dalla parte o dal regista (e non è semplicissimo).
Vediamo insieme qualche pellicola famosa e come è stato realizzato il trucco prostetico.
Charlize Theron in Monster
Monster (2003) è un film ispirato alla vera storia della prostituta statunitense Aileen Wuornos, che uccise ben sette uomini prima di essere giustiziata in Florida nel 2002. Protagonista è Charlize Theron. Per la sua interpretazione ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui l’Oscar come Miglior attrice, un Golden Globe e un SAG Award. Per interpretare Aileen Wuornos, Theron è prima dovuta ingrassare 15 chili. Poi si è sottoposta a un trucco speciale che le ha “bruciato” i capelli e nascosto, decolorandole, le sopracciglia. Infine, sono stati creati dei finti tatuaggi sulla pelle volutamente rovinata. Per trasformare il volto, oltre al lavoro con protesi e lattice, ha indossato anche una protesi dentale.



John Hurt in The Elephant Man
The Elephant Man (1980) di David Lynch racconta la storia di Joseph Merrick, colpito da sindrome di Proteo e morto nel 1890. Il lavoro dei make-up artist fu davvero strabiliante. Per trasformare l’attore vennero studiati i i calchi originali della testa, del braccio e del piede di Merrick (ancora oggi conservati presso il London Hospital). Ogni giorno John Hurt doveva sottoporsi a oltre sette ore di trucco per indossare le protesi.



Gary Oldman in L’ora più buia
Per il ruolo di Winston Churchill, l’attore si è dovuto sottoporre a 13 prove trucco per 200 ore totali di lavoro…sulla sua faccia. Ben fatto!Il film ha ottenuto l’Oscar per il Miglior Trucco. Per invecchiare il volto dell’attore sono state utilizzate – dall’artista ed esperto di make up Kazuhiro Tsuji– delle protesi facciali su collo, guance, naso e mento. Oldman ha perfino indossato una parrucca lavorata nei dettagli per riprodurre al meglio il volto del primo ministro britannico.



Apocalypto di Mel Gibson
Al trucco prostetico di questa pellicola, diretta da Mel Gibson e uscita nel 2006, ha partecipato la make-up artist di MUD, Lorella De Rossi, figlia del grande Giannetto De Rossi. Così racconta: «Durante le riprese il regista chiese a me di applicare il prostetico di “pancia al nono mese di gravidanza” alla protagonista che nella scena portava solo la gonna e quindi era visibile a 360° la pancia. Fu una grande sfida, e sono fiera di averla vinta con una successo e con una nomination agli Oscar come miglior reparto make-up per questo film».



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