Il rossetto – specialmente quello rosso – ha una storia che intreccia make-up, femminismo e passioni. Il rossetto rosso è al pari di un oggetto di culto; è un elemento cruciale per il beauty case di ogni persona che ama il trucco. Simbolo di seduzione, status e cultura, al rossetto è dedicata una giornata che, quest’anno, si celebra il 29 luglio. La Giornata Mondiale del Rossetto è l’occasione migliore per ricordare come e dove nasce il rossetto e come è cambiato nei…secoli.
Giornata mondiale del rossetto: la storia
Cosa hanno in comune Cleopatra, Elisabetta I d’Inghilterra, Coco Chanel ed Elizabeth Arden? Risposta facile: il rossetto rosso! Che – come avrai già compreso – ha una lunghissima storia. Il primissimo esemplare, infatti, fu rinvenuto nella tomba della principessa Shub-ad, vissuta nell’epoca dei Sumeri (2800 a.c.). Si trattava di una scatolina d’oro contenente una pasta fatta di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa, accompagnata da un pennellino che ne indicava l’uso. Amatissimo anche dagli Egizi (che lo estraevano da alcune specie di coleotteri), conquistò anche i Romani che lo indossavano durante le celebrazioni religiose. Era una polvere che si otteneva dal solfuro di mercurio. Dal IX al XIV secolo – quindi per tutto il Medioevo e oltre – il rossetto fu proibito poiché le labbra rosse erano considerate simbolo di dissoluzione. Ritornò ad avere il ruolo che giustamente gli spettava solo nel XVII secolo, quando apparve una pasta semi-solida seccata al sole che si applicava sulle labbra.
Il rossetto rosso come simbolo di emancipazione
In realtà, dopo altri (e tanti) decenni di proibizionismo – nel 1770 il parlamento britannico lo vietò definendolo un tentativo per ingannare gli uomini – fu all’inizio del Novecento che finalmente si affermò come prodotto di make-up grazie prima a Roger & Gallet, che produssero il primo stick da labbra, e poi a Elizabeth Arden che lo trasformò nel simbolo di tutte le battaglie femministe delle Suffragette a New York. Arden lo regalò a tutte le donne che sfilavano lungo la Fifth Avenue: era il 1912, l’anno in cui nacque l’iconica tonalità Red Door Red. Negli anni Venti e Trenta, poi, il rossetto rosso si presentò in gradazioni più scure e con bocche a forma di cuore. Negli anni Quaranta il colore must era un rosso sangue mentre solo negli anni Cinquanta comparve quel rosso lacca che ancora oggi conosciamo e identifichiamo come rosso per eccellenza.
Giornata Mondiale del Rossetto, il protagonista del make-up
E oggi? Viene ancora celebrato dagli artisti del trucco e sulle passerelle. Secondo le tendenze che cambiano di stagione in stagione, a volte a predominare è un colore scuro a volte una tonalità vicina al corallo nella finitura lucida oppure opaca. Tradotto: cambiano le mode, ma nulla riesce a scalfire il potere del rossetto rosso, vero protagonista del trucco.
Rossetto rosso: come scegliere quello giusto e come applicarlo
Nella scelta del rossetto giusto bisogna fare attenzione al sottotono della pelle. Se è freddo, meglio optare per un rosso con una punta di blu, altrimenti un rosso aranciato o caldo è il colore giusto. Per applicarlo al meglio preparate le labbra idratandole. Come? Usando ogni giorno un balsamo labbra e facendo uno scrub delicato almeno una volta a settimana (due se le labbra sono particolarmente screpolate). Dopo aver assicurato alle tue labbra la massima idratazione, lavora sul disegno utilizzando la matita per creare il contorno e la forma e poi applica il prodotto. Per rendere resistente il rossetto, prendi una velina e separarla in due veli, appoggiandone uno sulle labbra. Vai a incipriare le labbra passando un pennello intinto nella cipria sulla velina. Il rossetto si fisserà e prenderà un aspetto opaco, ma puoi sempre passare un top coat o un gloss per avere un finish più lucido!
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