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Aprire partita IVA come make-up artist: la guida 2026

Truccatrice che applica il fondotinta sul viso della cliente

Sì, devi aprire la partita IVA quando il trucco diventa un’attività abituale: pagine social professionali, richieste di fattura, clienti ricorrenti. Il primo passo pratico è compilare il modello AA9/12 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Chi vuole aprire partita IVA come make up artist può farlo così:

  • Con SPID, gratuitamente, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in circa 30-45 minuti.
  • Con un commercialista, che gestisce la procedura per te a un costo indicativo di 100-200 €.
  • Scegliendo il codice ATECO corretto tra 96.09.09 e 96.02.02, decisione che determina la tua gestione previdenziale INPS.

Punti chiave

Aprire partita IVA come make-up artist richiede scegliere tra codice ATECO 96.09.09 e 96.02.02, valutare il regime forfettario e completare l’AA9/12 online con SPID.

Punto Dettagli
Codice ATECO Il 96.09.09 porta alla Gestione Separata INPS, il 96.02.02 all’iscrizione come artigiano con contributi fissi.
Regime forfettario Soglia di 85.000 € annui, aliquota al 5% i primi cinque anni (poi 15%), coefficiente di redditività al 67%.
Apertura partita IVA Gratuita online con SPID in 30-45 minuti, oppure 100-200 € tramite un commercialista.
Fatturazione elettronica Obbligatoria anche in regime forfettario tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
Formazione professionale I corsi Makeupdesignory a Milano e Roma offrono certificazione internazionale e supporto all’inserimento lavorativo.

Indice

Quando serve davvero la partita IVA per un make-up artist

Il confine tra hobby e professione si supera quando l’attività diventa abituale, non occasionale. Non esiste una soglia di fatturato che lo definisca per legge: contano i segnali. Un profilo Instagram con listino prezzi, pubblicità a pagamento, clienti che tornano ogni stagione o che chiedono fattura sono tutti indizi che l’Agenzia delle Entrate considera rilevanti per stabilire l’abitualità.

Prima di regolarizzarti, però, ha senso costruire esperienza senza rischiare il lavoro in nero.

  1. Partecipa a workshop e assistentati con make-up artist già attivi, per imparare tecniche e gestione del cliente.
  2. Costruisci il portfolio con il TFP (scambio lavoro fotografico per immagini), pratica diffusa nel settore che riduce la spesa iniziale in comunicazione.
  3. Valuta se offri trattamenti collegati all’estetica in un locale aperto al pubblico: in quel caso servono verifiche presso ASL e Camera di Commercio prima ancora di parlare di partita IVA.

Un consiglio: tieni traccia scritta di ogni collaborazione TFP, anche informale. Ti servirà come prova di esperienza quando dovrai motivare tariffe più alte ai primi clienti paganti.

Codice ATECO make up artist: quale scegliere e perché conta

La scelta del codice ATECO non è un dettaglio burocratico: decide quale gestione previdenziale INPS ti riguarda e quali obblighi di iscrizione hai fin dal primo giorno.

  • 96.09.09 (altre attività di servizi alla persona): la strada più comune per chi lavora come freelance, si sposta a domicilio o lavora per eventi e set fotografici. Comporta l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, senza l’obbligo di iscrizione come artigiano.
  • 96.02.02 (servizi degli istituti di bellezza): pensato per chi opera stabilmente in un salone o studio proprio, spesso in affiancamento a servizi estetici. Richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio come artigiano e comporta contributi fissi annuali.
  • La decisione dipende dal modello di lavoro: chi si muove tra set, spose e clienti privati sceglie quasi sempre il 96.09.09; chi apre un salone fisso con attività strutturata valuta il 96.02.02.

Il codice ATECO va scelto prima di inviare l’AA9/12: cambiarlo in seguito è possibile ma comporta una variazione di attività che complica la gestione contributiva, come spiegano diverse guide fiscali specializzate.

Il regime forfettario conviene davvero a un make-up artist?

Per la maggior parte delle make-up artist freelance, il regime forfettario è la scelta più conveniente: meno carta da gestire, imposta unica sostitutiva, niente IVA da versare ai clienti.

I numeri del forfettario nel 2026: limite di ricavi annui a 85.000 €, aliquota agevolata al 5% per i primi cinque anni di attività (se rispetti i requisiti di novità), poi al 15%. Il coefficiente di redditività per i servizi alla persona è fissato al 67%.

Ecco come si traduce in pratica:

  1. Fatturi 20.000 € in un anno.
  2. Applichi il coefficiente del 67%: il reddito imponibile diventa 13.400 €.
  3. Su questa cifra calcoli l’imposta sostitutiva: al 5% sono 670 €, al 15% sono 2.010 €.
  4. A questo si aggiungono i contributi INPS, calcolati separatamente in base alla gestione previdenziale scelta.

Il regime ordinario ha senso solo superando la soglia degli 85.000 € o quando hai costi deducibili molto alti (affitto di uno studio, personale, attrezzature costose) che il coefficiente forfettario non riflette realisticamente.

Gestione Separata o Artigiani: come cambia il costo del lavoro

La scelta del codice ATECO, come visto, determina anche quale cassa previdenziale ti riguarda, e l’impatto sul reddito netto è tutt’altro che marginale.

  • Con il codice 96.09.09 rientri nella Gestione Separata INPS, con un’aliquota contributiva intorno al 26-27% del reddito imponibile, calcolato quindi sul 67% del fatturato se sei in regime forfettario.
  • Con il codice 96.02.02 rientri nella gestione Artigiani/Commercianti, che prevede contributi minimi fissi annuali indipendenti dal fatturato: li paghi anche nei mesi in cui non lavori.
  • Chi opta per la gestione Artigiani deve quindi calcolare il prezzo dei propri servizi tenendo conto di questo costo fisso, che grava sul bilancio anche nei periodi di bassa stagionalità.

La differenza pratica è semplice da riassumere: la Gestione Separata è proporzionale e più leggera per chi inizia con incassi bassi, la gestione Artigiani pesa fin da subito ma può convenire a chi ha già un salone con fatturato stabile.

Come aprire la partita IVA passo dopo passo

Aprire la partita IVA in autonomia è più semplice di quanto sembri, se segui l’ordine giusto.

  1. Procurati lo SPID (o CIE/CNS) se non lo hai già: è l’accesso obbligatorio al portale dell’Agenzia delle Entrate.
  2. Compila il modello AA9/12 online, indicando il codice ATECO scelto, il regime fiscale (forfettario o ordinario) e i tuoi dati anagrafici e di residenza.
  3. Invia la richiesta: la partita IVA viene attivata quasi immediatamente, in genere entro le 24 ore.
  4. Iscriviti all’INPS nella gestione corrispondente al codice ATECO scelto (Separata o Artigiani), entro i termini previsti.
  5. Valuta la SCIA al Comune se apri un locale aperto al pubblico, e verifica con il SUAP e l’ASL locali i requisiti igienico-sanitari, che variano da Comune a Comune.
  6. Verifica l’obbligo INAIL se hai collaboratori o dipendenti.

L’intera procedura online richiede circa 30-45 minuti se fatta da sola. Un commercialista la gestisce per te a un costo indicativo di 100-200 €, utile soprattutto se hai dubbi sul codice ATECO o sul regime fiscale.

Un consiglio: anche se scegli di fare tutto da sola, prenota una prima consulenza con un commercialista solo per validare la scelta del codice ATECO. È l’unico punto della procedura dove un errore iniziale è costoso da correggere.

Fatturazione elettronica e scadenze da non perdere

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per chi è in regime forfettario dal 2024, senza eccezioni legate al fatturato.

  • Puoi emettere fatture gratuitamente tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, oppure usare un software gestionale a pagamento se vuoi automatizzare promemoria e archiviazione.
  • Le scadenze principali da segnare in agenda sono gli acconti d’imposta, il saldo, la dichiarazione dei Redditi PF e i versamenti periodici all’INPS.
  • Automatizzare la fatturazione e le scadenze riduce il rischio di sanzioni e ti aiuta a pianificare la liquidità necessaria per contributi e imposte, un aspetto che molte make-up artist alle prime armi sottovalutano.

Tieni un archivio digitale ordinato di fatture e ricevute: il tuo commercialista lavora più in fretta, e tu risparmi tempo a ogni scadenza.

Quanto costa aprire e gestire la partita IVA nel primo anno

Il budget iniziale di un make-up artist freelance si divide in poche voci concrete, ma vale la pena stimarle con realismo prima di partire.

L’apertura della partita IVA è gratuita se fatta online con SPID, oppure costa 100-200 € una tantum se affidata a un commercialista. A questo si aggiungono eventuali spese per ComUnica o Camera di Commercio, obbligatorie solo per chi si iscrive come artigiano con codice 96.02.02.

Le altre voci da metter in conto sono il kit prodotti iniziale, le foto per il portfolio (spesso compensate con il TFP) e un minimo di marketing sui social. Il costo annuale del commercialista per la gestione ordinaria di una partita IVA in regime forfettario si aggira solitamente su poche centinaia di euro, mentre l’incidenza dei contributi INPS resta la voce più pesante del bilancio complessivo, soprattutto per chi rientra nella gestione Artigiani con i suoi minimali fissi.

RC professionale, igiene e adempimenti locali da controllare

Al di là del fisco, ci sono obblighi che proteggono te e i tuoi clienti.

  • Una polizza RC professionale copre danni accidentali durante il trucco (reazioni allergiche, incidenti con strumenti): verifica che includa specificamente l’attività di make-up artist, non solo servizi estetici generici.
  • Se apri un locale aperto al pubblico, la SCIA al Comune è obbligatoria e i requisiti SUAP/ASL variano da zona a zona.
  • Documenta sempre le procedure igieniche che segui, in particolare se lavori in sede o in locali di terzi: pennelli sanificati, prodotti monouso, superfici disinfettate, seguendo consigli su come prendersi cura della pelle ogni giorno. È una tutela concreta in caso di controlli o contestazioni.

Come la formazione MUD prepara al lavoro autonomo

Una formazione solida evita gran parte degli errori che rallentano l’avvio della carriera, dalla scelta del codice ATECO alla definizione dei prezzi.

  • I corsi Makeupdesignory a Milano e Roma coprono percorsi come trucco sposa, moda e airbrush, con certificazione internazionale e kit di prodotti incluso.
  • La rete di partner e il gruppo riservato agli studenti supportano l’inserimento lavorativo dopo il diploma, riducendo il tempo tra la fine del corso e i primi clienti paganti.
  • Una preparazione tecnica solida accelera anche la parte burocratica: sai prima quali servizi offrirai, quindi scegli il codice ATECO giusto senza tentativi ed errori.

Chi vuole un percorso guidato, dalla tecnica alla gestione della carriera, trova nella guida sul ruolo del make-up artist un buon punto di partenza per orientarsi tra le opzioni.

I primi 12 mesi da freelance: cosa conta davvero

Nel primo anno, tre priorità superano tutte le altre: un portfolio credibile, prezzi chiari fin dal primo preventivo e una caparra richiesta sempre per eventi come matrimoni. Chi salta questo passaggio scopre troppo tardi quanto costa una disdetta last minute.

Truccatrice che sistema le foto del portfolio sul tavolo

La routine amministrativa non deve essere complessa: un calendario con le scadenze fiscali, una cartella digitale per le fatture, un promemoria mensile per l’accantonamento contributi. Bastano venti minuti al mese per non arrivare mai impreparata a una scadenza.

Il primo anno di partita IVA è spesso il più incerto, ma è anche quello in cui costruisci le basi su cui lavorerai per anni: vale la pena farlo con metodo, non con improvvisazione.

— Mud

Corsi MUD: formazione tecnica per partire con la partita IVA giusta

Makeupdesignory è la scelta concreta per chi vuole aprire partita IVA come make-up artist senza dover imparare la tecnica per tentativi sul campo. A differenza di corsi brevi o tutorial online, i percorsi MUD a Milano e Roma includono certificazione internazionale, kit di prodotti professionali e un supporto diretto all’inserimento lavorativo tramite la rete di partner del settore.

Makeupdesignory

I corsi coprono livelli diversi, dalla base alle specializzazioni in trucco sposa, moda e airbrush, con formazione sia full-time che nei weekend per chi lavora ancora in un altro settore mentre si forma. Chi arriva da MUD con un attestato riconosciuto e un portfolio costruito durante il corso arriva alla scelta del codice ATECO e alla prima fattura con clienti già in target, non con l’incertezza di chi parte da zero.

Se stai valutando quando aprire la partita IVA, il momento giusto per iniziare la formazione è ora: consulta la pagina dei corsi Makeupdesignory o il calendario delle sessioni per scegliere la data più vicina a Milano o Roma.

Fonti

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